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I preparativi

del presepio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PRESEPIO VIVENTE

 

 

Quest'anno, sulle rive dell'Amusa, nel suggestivo paesaggio della valle di Crochi, è affiorata la dolce memoria della Natività del Signore. Il 26 dicembre 2008 i ragazzi della Valle, dopo giorni febbrili di preparazione che ha coinvolto molte famiglie delle contrade, hanno rievocato il mistero del Natale.

 

Abbiamo contemplato con grato stupore la semplicità dei "piccoli" e gustato la ricchezza spirituale della nostra gente, "popolo ben disposto" alle cose dello spirito e ancora lontano dall'effimero fragore della città che stordisce e risucchia fino a far deragliare il desiderio stesso d'Infinito, che pur ci abita, su strade di vuoto esistenziale.

 

I ragazzi, in particolare, hanno voluto puntare tutto sulla bellezza interiore dell'evento.

Alla "ricercatezza" delle scene d'epoca, a cui talora si riducono certi Presepi Viventi, hanno preferito il calore dell'essenzialità che racconta innanzi tutto il Mistero. 

E la luce del tasso barbasso essicato ed unto per fare da torcia lungo il percorso dei pastori ne è stato il segno più evidente. Un segno "comune" qui a Crochi, e molto utilizzato, in mancanza di quei lampioni che invece illuminano a giorno e a dismisura le città della marina.

 

Anche i costumi, fatti dalle mamme in quattro e quattr'otto, sono stati d'immediatezza autentica. Costumi 'comuni', approntati alla meglio, ma freschi e vividi nei colori e nelle fogge. E non sono mancati i pastorelli in jeans... e sapete perché?  Semplice: è con i jeans che i nostri ragazzi, anche i più piccoli, ogni giorno vanno veramente al pascolo con le loro capre!

 

Ecco: nella sobrietà di gesti e scelte alternative la comunità tutta ha rivisitato i testi evangelici proponendoli a quanti hanno accolto l'invito della locandina - Uniamoci ai pastori! - e sono giunti dai paesi circostanti non solo e non tanto per assistere ad una "novità" ma per "fare veramente Natale", tra canti danze e preghiere. Con un augurio, una promessa, un impegno, ben scandito dalle parole di un poeta calabrese, Salvatore Albanese:

 

In Lui e con Lui cammineremo insieme,

come i pastori, i Magi e ogni altro uomo,

guidati dalla luce di una stella,

verso orizzonti e nuove mete

per costruire insieme un mondo nuovo. 

 

 

 

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