Non finirete mai di stupirci!
I nostri giovani e il raduno dei bambini alla fiumara
Domenica uguale comunione
Obile, Migliuso, Petrilla, Pezzolo, Fratellerio, Popelli, Vignali, contrade sparse, collegate da stradine, spesso malmesse, che muovono tutte in direzione del Santuario di Santa Maria di Crochi: domenica 2 maggio, da questi grappoli di case, è partita la marcia dei nostri ragazzi verso la tenda della comunione, giù alla fiumara di Crochi, la nostra piazza grande, dove tutti solitamente s'incontrano per vivere insieme la gioia della festa. Ognuno vi giunge come può: molti a piedi, soprattutto i piccoli con i loro genitori; alcuni con motorini "d'epoca" assemblati alla meglio (giusto per farli partire: due ruote e un motore a scoppio 'ritardato'), qualcuno con il più moderno "quadd". Ma tutti targati "SORRIDO ALLA VITA" perché oggi si sta insieme all'aria aperta, sotto un sole che annuncia già la primavera.

Questa giornata era attesa da tutti, ben programmata dalle catechiste e dai giovani per raccogliere nel cerchio della comunione grandi e piccoli; giocare insieme e insieme poi andare all'Eucaristia portandovi l'esperienza stessa: per alcuni - i più grandi - la gioia del servizio d'animazione; per i piccoli, la soddisfazione di "essere all'altezza". All'altezza dei giochi, ma anche delle domande-sintesi di catechismo che ad esso si sono alternate, con un sano spirito di "competitività che a quest'età non manca né guasta. E loro l'hanno capito bene: si può essere in competizione senza scavalcare lo steccato dell'amicizia. Si può giocare, semplicemente giocare per il gusto di divertirsi insieme. E soprattutto si può portare alla Messa il fazzoletto di vita che si vive, così com'è.

I più grandi sono stati a dir poco esemplari! Hanno preso sul serio il loro impegno: la preparazione dei giochi, della merenda (pane e nutella, frutta, dolcetti...), i premi da dare ai più piccoli, l'attenzione ai loro ritmi, anche nella corsa, frenata sul loro passo, per farli vincere, e poi gridar loro: "BRAVI".

Insomma, piccoli uomini e piccole donne crescono. Nel modo sano di cui parla Gesù: "in età, sapienza e grazia". Non perfetti, ma di stoffa buona, plasmati dalla bella testimonianza delle catechiste, del parroco, della comunità che li porta come fiore all'occhiello: sono, in germe, il frutto maturo che domani qui continuerà a seminare e segnare la vita.
E don Donato, il nostro parroco, lo ha notificato con gioia e soddisfazione: questo sì che è oratorio!

Alla prossima, ragazzi!
Non finirete mai di stupirci.