Perché possano spuntarla!
Il progetto-doposcuola a Crochi
Sono quasi le tre del pomeriggio e improvvisamente dalle colline intorno non si odono grida di bimbi che si rincorrono, ma solo il pianto di qualche neonato che riempe l’aria regalandoci segnali di vita. Ma ecco una macchina arrampicarsi sulla collina per raggiungere Migliuso, dove ad attenderla sono i nostri piccoli Stefano, Francesco Pio, Ilario, Emanuela e Sebastian. Sono contenti di venire giù all'eremo e insieme con loro Marco, Lauretta, Morena, Diego, che vengono da altre contrade.
Prima di vederli arrivare, 'li senti' arrivare. Tra urla di gioia e risate fragorose. Pazienza, anche se siamo sulla soglia di un Eremo: è bello vederli spuntare come tanti grilletti, lieti di trascorrere un pomeriggio di compiti tutto speciale con le Suore che, ai loro occhi, sembrano tirar fuori dal cilindro dell'affetto e del cuore cose sempre nuove per dare ad ogni giorno e ad ogni tempo novità di bene e di speranza.
Ed ecco la novità di quest'anno: abbiamo puntato sul doposcuola che vede coinvolti non solo i bambini delle contrade ma anche tutti noi adulti – la comunità al completo, le nostre Anna, Luisa, Alessandra, che già lavorano con noi a tempo pieno nel Laboratorio d’Iconografia.
Siamo
stati catapultati, quasi, nel difficile compito di riprendere in mano i
primi rudimenti dell’apprendimento per trasmetterli goccia a goccia alle
nostre ‘piccole pesti’, e soprattutto impegnate a tirar fuori tutte le
risorse dei piccoli perché possano cavarsela, sempre e comunque.

C’è un’urgenza del cuore che detta le sue leggi: «Chi accoglie questo
fanciullo nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui
che mi ha mandato. Poiché chi è il più piccolo tra tutti voi, questi è
grande» (Lc 9,48). Ed ora,
questo accogliere ci chiede di affiancare i nostri bambini per
sostenerli non solo nella loro fatica quotidiana di stare al passo con i
compiti, ma anche nell’intreccio delle relazioni e dei progetti che
s’affacciano timidamente e che giorno per giorno, pur tra resistenze e
difficoltà, cominciano ad assaporare …oltre alla quotidiana “merenda”, mai
la stessa, dai panini alla pizza, e persino la pasta al forno, richiesta
unanime formulata in coro, e a più voci, da queste piccole buone
forchette, bambini che crescono, di certo anche in grazia!
C’è gioia più grande? Vediamo lo stupore dei loro occhi per la fiducia che sentono nascere dentro e tiriamo su un sospiro di sollievo, con soddisfazione. E a sera, mentre stiamo a mensa, continuiamo a ripeterci: ce la faranno, sì pian piano, la spuntano già!
E intanto anche noi “maestre del doposcuola” impariamo da loro, dai loro
timori, dai loro piccoli errori, ma anche dalle loro attese: sentirsi
amati, accolti e stimati …non c’è stimolo più grande per chi ti vive
accanto. Forza, allora: io
speriamo che me la cavo!


