CRESIMA di alcuni giovani della contrada

"Avrete forza dallo Spirito
Santo che scenderà su di voi
e mi sarete testimoni fino agli
estremi confini della terra" (At 1,8
Per l’annunzio e la testimonianza del Vangelo
Già consacrati nel Battesimo dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo
ricevono il sigillo dello Spirito con il sacramento della Cresima
Claudia Cavallaro • Adriano Chiera • Massimo Chiera • Francesca Cirillo • Dilan Cricelli
Antonella e Stefano Ienco • Micaela Lucia Morabito • Maria Grazia Morabito • Davide Panetta
Benedetta e Luisa Pezzaniti • Ilario Piscioneri • Giovanni Portaro • Adriana Ruva • Claudio Scarfò
Maria Maddalena Scuteri • Mario Stumpo • Luca Tomasello
Francesco Vozzo
• Concetta Zampano

Sua Ecc.za mons. Giuseppe Morosini, Vescovo di Locri Gerace
Ai giovani cresimandi affida un impegno: "siate lievito, testimoni nella comunità!"
Eccellenza Reverendissima,
La ringraziamo per la sua presenza in mezzo a noi in questa occasione di crescita spirituale per tutta la comunità di Crochi che oggi è nella gioia perché alcuni suoi figli riceveranno il Sacramento della Cresima che li confermerà nella scelta di essere testimoni del Signore Gesù.
Il ritorno alla casa del Padre del nostro amatissimo p. Pasquale Arnò, che per più di 30 anni ha effuso il suo zelo pastorale in queste contrade conquistandosi l’affetto e la stima di tutti, se da un lato vela di mestizia questo giorno, dall’altro ci ricorda ancora una volta che, come dice san Paolo, corriamo verso la meta per arrivare al premio che Dio ci chiama a ricevere lassù, in Cristo Gesù.
E noi siamo certi che p. Pasquale questa meta l’abbia raggiunta per l’amore con cui ha servito la sua gente e per la generosità con cui ha annunciato il Vangelo. Ora, - la sua vita e la nostra fede ce lo confermano - continuerà a vegliare e ad intercedere per questa sua comunità.
A noi l’impegno si raccogliere a piene mani i frutti del suo sacerdozio, con una più matura consapevolezza, che Lei, Ecc.za, ci ha suggerito nelle sue Indicazioni pastorali: «tutta la comunità tutta la comunità deve evangelizzare con la testimonianza di vita, con l’annuncio della parola, con l’assunzione di ruoli e responsabilità all’interno della comunità stessa, perché essa possa svolgere la sua missione sul territorio dove è stata costituita da Dio».
Ancora grazie per la sua sollecitudine pastorale.
E benedica anche la presenza della nostra piccola comunità monastica che qui – come esorta a fare san Basilio nelle sue regole - prega lavora ed evangelizza per piacere a Dio secondo il Vangelo di Cristo.
Ecc.za Rev.ma,
le presento il gruppo dei cresimandi che ci è stato affidato. A loro, oggi, si sono uniti altri giovani provenienti da altre parrocchie della Diocesi.
Con i nostri cresimandi abbiamo percorso un itinerario formativo diversificato, considerate le esigenze particolari della loro diversa età e situazione.
Abbiamo guidato gli adulti alla riscoperta del Battesimo e al senso di appartenenza alla comunità ecclesiale. Ed è stato edificante vederli convergere al momento della catechesi, attenti e coinvolti, pur avendo alle spalle una faticosa giornata di lavoro. Forse non avremo svolto un itinerario catechistico molto articolato ma, di certo, abbiamo letto e meditato insieme tante belle pagine del Vangelo. E da buoni agricoltori, loro hanno ben colto il senso delle parabole raccontate dal Signore Gesù. Insomma, Ecc.za, il seme è stato gettato e il terreno ci è sembrato fertile…
I più giovani invece hanno approfondito i contenuti dei catechismi CEI, che sono stati integrati da molteplici esperienze ed attività per comunicare loro i valori della solidarietà, della fraternità e della gratuità. Queste esperienze, in cui sono state coinvolte anche le famiglie, si sono rivelate un’occasione di evangelizzazione più ampia.
A riguardo, Ecc.za, non possiamo non esprimere il nostro apprezzamento questi nostri ragazzi e per le loro famiglie, che in questi anni si sono impegnati assiduamente nella partecipazione alla catechesi, nonostante le distanze, le difficoltà degli spostamenti e spesso anche l’inclemenza del tempo, qui nell’entroterra molto più frequente. Ed ora – una gioia per noi! - questi ragazzi ci chiedono di continuare il loro cammino formativo, che stiamo già programmando insieme. Così testimoniando di essere qui non per ricevere un sacramento e poi scappar via, ma per essere confermati davvero nella loro fede e rilanciati su strade di fedeltà a Dio e alla Chiesa.