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Il Taumaturgo

Tempera su tavola, 37x70,5

 

 

 

E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.

Mt 6,56

 

 

Il Taumaturgo

 

 

 

 

La scena viene identificata dall’iscrizione che cita la fonte letteraria della composizione: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella» (Lc 7,22). È la celebrazione del Cristo taumaturgo, il Salvatore, che nell’icona è assiso in trono in vesti auree, sature di splendore fulgente, circonfuso da tre sfere concentriche blu e azzurre, simbolo della sua divinità. Con la mano destra regge il Vangelo della salvezza e con l’altra l’olio della consolazione, segno della sua potenza taumaturgica, mirabile nel sanare le ferite del corpo e ancor più mirabile nel lenire le piaghe dello spirito.

Ai suoi lati, l’umanità risanata dalla sua venuta che, simulando la danza del popolo salvato dalle acque, gioisce ed esulta perché il Signore «ha mirabilmente trionfato» (Es 15,1). E coinvolgendo nello stupore colui che guarda, sembra chiedersi: «Chi è come te fra gli dei, Signore? Chi è come te, maestoso in santità, tremendo nelle imprese, operatore di prodigi?» (Es 15,11).

 

 

  

…Tutta la sua vita, fino agli ultimi giorni, è una profusione di benefici: ed è questa carne sofferente che Egli comincia a evan­gelizzare. Egli fa vedere i ciechi e sentire i sordi. Egli guarisce i paralitici, purifica i lebbrosi, scaccia i demoni, nutre gli affamati, resuscita i morti se necessario, e, cosa più meravigliosa, perdona i peccati. Egli sa che non si può fare a meno di amare chi ci fa del bene; e se questo bene è fatto da Dio, si comincerà un po' ad amarlo ed a portare attenzione a Lui, dato che è evi­dente e positivo che da questo lato sta la salvezza.

Paul Claudel

 

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