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Santa Caterina

Tempera su tavola, 28x23,5

 

Implorai e venne in me lo spirito della sapienza.

L’amai più della salute e della bellezza,

preferii il suo possesso alla stessa luce,

perché non tramonta lo splendore che ne promana.

Sap 7,7.10

 

 

Santa Caterina

 

 

 

 

 

 

Santa Caterina, vergine senese vissuta nella seconda metà del XIV secolo, è qui raffigurata, nel solco dell’iconografia tradizionale, a busto con il giglio in mano, simbolo della sua verginità consacrata a Dio, e le stigmate, segno della sua intima partecipazione al mistero della croce. La figura s’impone per la forza e l’intensità dello sguardo interamente proteso sull’Oltre che rivela il suo «geniale e profetico sentimento squisitamente femminile», celebrato con enfasi da Gregorovius: «Pari ad un cherubino la sua persona rifulse nelle tenebre di quell’età che il suo genio e la sua gentilezza irradiarono di un mite chiarore».

 

 

Mi basta sapere che Dio c’è, ed io vivo; mi basta dimenticarlo o non crederci, ed io muoio. Io vivo – vivo veramente – solo quando lo sento in me e lo cerco. E allora cosa sto cercando ancora? – gridò ad un tratto una voce dentro di me. Eccolo, è lui. Egli è colui senza del quale non si può vivere. Conoscere Dio e vivere è la stessa cosa. Dio è la vita. Vivi cercando Dio, e allora non ci sarà vita senza Dio.

Leone Tolstoj

 

 

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