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La Samaritana al pozzo
Tempera su tavola, 44x33
Gesù dunque,
stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno.
Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù:
«Dammi da bere». I suoi discepoli infatti erano andati in città a far
provvista di cibi. Ma
Gv 4,6-15

La composizione tematica dell’icona si basa sul Vangelo di san Giovanni
(4,5-26) e raffigura il Cristo seduto al pozzo di Giacobbe, durante una
sosta dal suo viaggio verso
In quasi tutte le culture dell’antichità, e soprattutto in quella
ebraica, l’immagine del pozzo ha un significato rilevante, addirittura è
indice di sacralità perché assume in sé la sintesi dei tre ordini
cosmici: cielo, terra ed inferi,
e dei tre elementi: acqua, terra e
aria. Stare al pozzo o recarvisi significa in qualche modo
realizzare in sé un itinerario di salvezza risalendo i tre piani del
creato.
In tal senso, la scena dell’incontro tra Gesù e la samaritana rimanda
alla luminosità di una visione salvifica in atto, espressa, nella
dinamicità gestuale degli interlocutori, dal Cristo, che indica alla
donna il pozzo, e dalla samaritana che, con la mano protesa verso
l’alto, manifesta piena disponibilità all’ascolto e alla fede. Insomma,
siamo già nella dimensione dello spirito, come rivelano anche, alle
spalle dei due personaggi, le montagne che abbracciano la città di Sicar
che, con il loro tendere verso l’alto, simmetrici rispetto alla figura
slanciata della donna, nella fierezza della sua dignità riacquistata,
simboleggiano la teofania di Dio e l’elevazione interiore dell’uomo
redento.
Come la calamita attira a sé
la limatura del ferro e, tenendola unita a sé, ne magnetizza ogni
particella, così Egli attira e tiene stretti a Sé, armonizza e divinizza
i nostri istinti, i nostri desideri, le nostre passioni, i nostri
sentimenti e i nostri pensieri. Con questa molteplicità, Cristo
ricostruisce nel suo amore, in una unità immortale, la nostra anima.
François Mauriac