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Il Sacrificio di Isacco

Una prefigurazione di Cristo

Tempera su tavola, 80x60

 

[Abramo e Isacco] arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull’altare, sopra la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio». Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio. Abramo chiamò quel luogo: «Il Signore provvede», perciò oggi si dice: «Sul monte il Signore provvede».

Gn 22,9-14

 

 

Il Sacrificio di Isacco

 

 

 

 

 

L’elaborazione iconografica della composizione trae origine dal Libro della Genesi (22,1-18). Tema fondamentale, la fede di Abramo, il Giusto per eccellenza che non esita a sacrificare il figlio in obbedienza al comando del Signore, e il sacrificio di Isacco, figura anticipatrice di Cristo immolato sulla croce. La struttura compositiva dell’icona ha come suo centro ideale la mano tesa del santo patriarca che, alle parole dell’angelo, lascia cadere il coltello e fissando l’inviato del Signore con sguardo stupito, ne accoglie pacificato l’annuncio: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio» (Gn 22,12). Sullo sfondo, il paesaggio collinoso e verdeggiante fa da grembo fecondo a tutta la scena in cui, oltre la prova del sacrificio, si celebra il trionfo di colui che «non vacillò nella fede» (Rm 4,19), meritando il titolo di “padre dei credenti”.

 

 

 

 

Dio abbandona il vertice del suo silenzio e rischia la scommessa insensata che proviene dal suo Amo­re. Sulla Croce Dio, contro Dio, ha preso la parte dell'uomo. Egli sacrifica il Figlio senza che nessun angelo ne impedisca la morte, come una garanzia: « Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? » (Lc 18,8).

Pàvel Nikolàjevič Evdokìmov

 

 

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