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I quattro Evangelisti

Tempera su tavola, 33x28

 

Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Lc 1,1-4

 

 

 

I quattro evangelisti

 

 

 

 

 

Le immagini degli evangelisti al lavoro nel loro scriptorium derivano dalle miniature degli Evangeliari  manoscritti del XIV e XVI secolo e, come attesta la tradizione iconografica, si trovano solitamente dipinte sui battenti inferiori delle porte regali che sono collocate al centro dell’iconostasi davanti all’altare.

Matteo, Marco e Luca sono seduti sugli scanni, intenti a comporre i vangeli, in un vero e proprio laboratorio di scrittura, tra pergamene, leggii, inchiostri e calami. Alle loro spalle, un’articolata e complessa struttura architettonica, tratteggiata con raffinatezza estetica, che sviluppa il tema della Sapienza: «La Sapienza si è costruita una casa» (Pr 9,1).

L’evangelista Giovanni è rappresentato invece con il diacono Procoro, mentre ascolta la Voce celeste e detta il testo ispirato al discepolo. Sullo sfondo,  una spelonca dell’isola di Patmos, rappresentata da un luminosissimo paesaggio montano, simbolo della teofania di Dio. Secondo la tradizione, questo fu il luogo il cui le autorità romane esiliarono l’apostolo «a causa della parola di Dio e della testimonianza resa a Gesù» (Ap 1,9), relegandolo alla stregua dei criminali politici, ma fu anche lo scenario di alcune visioni dell’apostolo che qui avrebbe messo mano alla stesura dei testi sacri, probabilmente il Libro dell’Apocalisse, come testimonia nell’icona il segmento di cielo che si riversa attraverso tre raggi, simbolo della celeste chiaroveggenza e della Sofia ispiratrice.

 

  

 

Chi può dire che cosa Dio farebbe di noi se avessimo il coraggio, sulla sua parola, di seguire fino in fondo i suoi consigli, e di abbandonarci alla sua provvidenza?

Teilhard de Chardin

 

 

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