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I Quattro Evangelisti

Tempera su tavola, 40x30

 

 

Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

Gv 21,24

 

 

I quattro Evangelisti

 

 

 

 

 

Allo sguardo che contempla, queste icone trasmettono il fascino singolare che esercita l’uomo di Dio, avvezzo a  scrutare incessantemente la divina Sapienza: «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, questa ha preparato Dio per coloro che lo amano» (1Cor 2,9).

 

La scrittura delle quattro tavole, realizzata con una gamma di colori sobri ma vivacissimi,  riproduce gli elementi tipici dell’iconografia tradizionale. I quattro evangelisti appaiono come testimoni luminosi dell’umanità trasfigurata da Cristo e della santità intesa come somiglianza alla sua divino-umanità. Elemento focale, il volto, con i suoi colori terrei, da cui traspare l’azione vivificante dello Spirito soprattutto attraverso l’intensa espressività dello sguardo, la pacatezza volitiva dei lineamenti, la luminosità della fronte pronunciata e la bocca serrata nel silenzio dell’ascolto.

Particolarmente fascinoso il volto del santo apostolo ed evangelista Giovanni  che nell’iconografia ha dei tratti caratteristici inconfondibili: la fronte alta e spaziosa, solcata da rughe profonde, in cui si concentra l’intelligenza acuta del teologo; l’avanzata calvizie, segno di una saggezza maturata nel tempo; l’incanutimento della capigliatura ondulata e della barba fluente; lo sguardo vivido, puntato sull’indefinito, quasi a voler andare oltre gli eventi e le cose per rintracciare le movenze interiori dello Spirito che li muove.

 

 

 

 

Tutti noi che siamo essere umani siamo ad immagine di Dio. Ma essere a sua somiglianza è proprio solamente di quelli che, con grande amore, hanno vincolato a Dio la loro volontà.

Diadoco di Fotica

 

 

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