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Madre di Dio di Vladimir

Tempera su tavola, 55x43

 

 

Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose

meditandole nel suo cuore.

Lc 2,19

 

 

Madre di Dio di Vladimir

 

 

 

 

 

Ecco il tipo iconografico più diffuso della tradizione russa: la Tenerezza, rappresentata in diverse varianti.  La tradizione vuole che questa icona sia stata dipinta da san Luca su una tavola tratta dal desco che serviva nella casa di Betlemme. In realtà pare che l’icona, che appartiene all’arte bizantina dell’epoca macedone, sia stata eseguita da un artista greco e donata poco dopo, nel 1131, dal patriarca di Costantinopoli alla famiglia del Gran Principe russo Vladimir che la trasferì da Kiev alla città di Vladimir. A questa icona furono presto attribuiti numerosi miracoli, tra cui la salvezza della città di Mosca, assediata dai Tartari. Proclamata protettrice della Russia, la si trova presente a tutti gli avvenimenti più importanti del paese, soprattutto all’incoronazione degli Zar e alla consacrazione dei patriarchi.

Lo stesso papa Giovanni XXIII la proclamerà patrona dell’unità delle chiese.

Prerogativa di questo canone iconografico è l’abbraccio tenero e forte del Bambino appoggiato sul palmo della mano destra della Madre. È l’abbraccio tra il cielo e la terra, l’Infinito e il finito, lo Straordinario e l’ordinario, tra Dio e una Donna, e in lei la nostra umanità.

 

  

 

O Creatura innocente, Vergine di tenerezza,

Donna, tu che del Figlio fosti il Regno

e dell'umana gioia partecipe Figlia,

tu che della Prima Luce e della Sesta

fosti infusa, tocca il cuore d'ogni creatura,

separalo dall'ombra, amalo.

Vivi e respira in esso, sii bulbo e fiore,

candeliere acceso, fuoco inconsumato.

Canto della Madre di Dio del maestro Dionisi

 

 

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