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Madre di Dio di Jachroma

Tempera su tavola, 33x28

 

 

Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,

            né la tua terra sarà più detta Devastata,

            ma tu sarai chiamata Mio compiacimento

            e la tua terra, Sposata,

            perché il Signore si compiacerà di te

            e la tua terra avrà uno sposo.

            Sì, come un giovane sposa una vergine,

            così ti sposerà il tuo architetto;

            come gioisce lo sposo per la sposa,

            così il tuo Dio gioirà per te.

Is 62,4-5

 

 

Madre di Dio di Jachroma

 

 

 

 

 

Della Jachrómskaja, che appartiene al tipo della Tenerezza, si tramanda una leggenda in cui si racconta che due pellegrini, un vecchio malato e un ragazzo, Cosma, stanchi del viaggio, si fermarono a riposare presso una sorgente, a 40 chilometri da Vladimir, sulle rive di Jachroma. Mentre il vecchio era assopito, Cosma fu sorpreso da una luce abbagliante e udì queste parole: «Accogli e considera le parole della vita, mostra un comportamento gradito a Dio e desidera la gioia dei giusti per godere poi i beni eterni». Attratto da quella luce, vi si avvicinò e vide che essa proveniva da un’icona della Madre di Dio apparsa su un albero. Toccata l’icona, l’anziano malato guarì e Cosma, portando con sé l’immagine miracolosa, si diresse al monastero delle Grotte di Kiev, dove divenne un santo monaco.

In quest’icona la Vergine regge il Bambino sulla mano sinistra mentre lo avvolge amorevolmente con l’altra. Il Figlio sfiora il mento della Madre e con la sinistra tiene il rotolo delle Scritture. La delicata compostezza della figura d'insieme, la lievità dei gesti e la dolcezza composta degli sguardi danno a questa composizione un accento contemplativo che rimanda alla bellezza stessa dell’ ‘icona’ destinata alla preghiera.

 

 

 

 

Più tu ti credi abbandonata, più tu sei amata da Dio e stretta contro di lui… Sappi che in questo stato Dio e tu siete più intimi l’un l’altro che mai.

sant’Angela da Foligno

 

 

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