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Madre di Dio della Tenerezza

Tempera su tavola, 28x23,5

 

 

  

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima».

Lc 2,33-35

 

 

Madre di Dio della Tenerezza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tipo iconografico della Tenerezza, che talora è associato al tema della passione, sviluppa in questa icona, il cui prototipo fu realizzato nel 1943 da p. Sofronov, l’aspetto dell’assorta mestizia di Maria, totalmente afferrata dal mistero pasquale del Figlio, come evocato dall’omelia di Simeone Metafraste, nel quale l’angoscia di Maria viene associata alla dolcezza dei ricordi d’infanzia di Gesù: «A quel tempo bagnavo le mie labbra sulle tue, dolci come il miele e fresche come la rugiada. Figlio, spesso giacesti bambino al mio petto ed ora giaci fra le mie braccia, morto».

 

 

   

La bellezza non può coincidere con l’appiattimento soffocante del mondo: essa vive del sacrificio, ed è solo nel mistero del sacrificio che la rosa della vita universale rifiorirà.

Nikolaj Berdjaev

 

 

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