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Madre di Dio Nicopeia

Tempera su tavola, 33x28

 

 

 

Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.

Is 7,14

 

 

Madre di Dio Nicopeia

 

 

 

 

Protettrice dell’imperatore, come è attestato dal libro dei Riti del Palazzo, redatto dallo Pseudo-Codinus, la Nikopeia troneggiava nella cappella della casa imperiale. A questa sacra immagine è dedicato un inno di lode del secolo VIII, cantato durante la festa dell’Ascensione: «Sorgente della vita dei romani, Vergine e Madre di Dio Verbo divino, guida gli eserciti, sola con i sovrani incoronati, perché in te essi ricevono lo scudo di porfido, invincibile contro tutti».

L’icona qui riprodotta è una variante tardiva: la Vergine è in piedi, tiene il Bambino benedicente sul petto come adagiato sul trono del suo grembo. Manca il caratteristico scudo ovale su cui, nelle icone più antiche, appare seduto il Figlio. «Forse – annota Egon Sendler – lo scudo con l’Emmanuele, quale simbolo della forza invincibile contro ogni nemico, ha lasciato posto a quel gesto della Madre di Dio, che è più teologico, perché presenta l’Emmanuele, il “Dio con noi”».

 

 

 

O uomo, credi che Dio ti abbia dato gli occhi per vedere il sole che Lui ha creato e ti abbia rifiutato gli occhi per vedere e contemplare colui che ti ha fatto a sua immagine?

sant’Agostino

 

 

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