La Glikophilousa

Corsi di iconografia
Programma dei corsi
Calendario
Aggiornamenti
Pregare con l'Icona
Studi
Catalogo
Ecumenismo
Homepage

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
















Madre di Dio Glikophilousa

Tempera su tavola, 58x36,5

 

 

Gioisci, figlia di Sion,

            esulta, Israele,

            e rallegrati con tutto il cuore,

            figlia di Gerusalemme!

            Re d’Israele è il Signore in mezzo a te.

Sof 3,14.15b

 

 

Madre di Dio Glikophilousa

 

 

 

 

 

Tra le varianti della Hodighitría Eleousa (misericordiosa), il tipo iconografico della Glikophilousa, “la Dolce Amante”, si caratterizza per l’intensità della relazione tenera tra la Madre, che reclina lievemente il capo nella dolcezza della sua maternità verginale, e il Bambino, nell’atto affettuoso di cingerle il collo con il braccio, protendendosi, al contempo, verso il volto di Lei in uno slancio amorevole che rivela la loro intimità. Questo atteggiamento mette in evidenza l’umanità del Figlio e la funzione della Madre nella storia della salvezza. La sua maternità appare infatti tutt’altro che chiusa in quell’abbraccio: lo sguardo va oltre e avvolge chi si espone alla sua contemplazione, rimandando così alla pienezza del mistero che celebra: il Verbo incarnato, manifestazione del Dio Trinitario che è «apparso in forma umana» (Fil 2,7) per la salvezza dell’umanità, di cui la Vergine è l’archetipo.

 

 

  

E si mette nudo tra le nostre braccia, questo fragile bambi­no dal quale san Paolo dice derivare ogni paternità. Egli non comanda più. Chiede. Ci fa sapere che ha bisogno di noi, che la sua debole mano cerca come può il nostro cuore. Egli cerca di risvegliare in noi una parentela indispensabile, irresistibile. Si direbbe che abbia dimenticato di essere Dio, e che solo sulle no­stre labbra voglia farselo dire. Si dà a pesare. C'è un Dio tra le braccia della sua creatura che si rende conto di quel ch'Egli pesi. Ed io, uomo, io sostengo Dio.

Paul Claudel

 

 

 INDIETRO