La Glikophilousa

Corsi di iconografia
Programma dei corsi
Calendario
Aggiornamenti
Pregare con l'Icona
Studi
Catalogo
Ecumenismo
Homepage

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 















Elezione dei Diaconi

Tempera su tavola, 60x50

 

 

 

In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana. Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: «Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense. Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest’incarico. Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola». Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia. Li presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

At 6,1-6

 

 

 

Elezione dei Diaconi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa icona trae origine dal racconto degli Atti degli Apostoli (6,1-6): sette uomini pieni di Spirito Santo e sapienza, vengono scelti dagli apostoli per il servizio quotidiano delle mense, in soccorso alle necessità degli orfani e delle vedove. La loro diaconia, qui rappresentata dal comune protendersi verso il povero, il pane e la Parola, con sguardo vigile ed umile slancio del cuore, è sigillata dalla presenza dell’apostolo Pietro seduto solennemente su uno scanno nell’atto di ostendere il Libro della Vita: «Al povero stendi la tua mano,  - vi è scritto - perché sia perfetta la tua benedizione» (Sir 7,32).

 

 

Gesù Cristo è la carità e la sorgente della carità: la sorgente di questa comunione che trasforma un uomo insignificante in una creatura capace di Dio. La gioia consiste nel sapere che l'uomo nella carità è capace di Dio e, nel Corpo mistico, trova il superamento della sua de­bolezza.

Albert Béguin

 

 

  INDIETRO