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Cristo Fonte di Vita

Tempera su tavola, 28x23,5

 

 

 

Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.

Mt 16,13-17

 

 

Cristo Fonte di Vita

 

 

 

 

I

La tipologia bizantina del Cristo Salvatore a busto con ogni probabilità si rifà ai tradizionali ritratti romani degli imperatori o dei condottieri, assurgendo ad emblema di potere e di gloria trionfale. Questo tipo iconografico consente di concentrare l’attenzione sul volto di Cristo incarnato e risorto, ricco di espressività, energia spirituale, virilità e misericordia cui si uniscono elementi di maestà e regalità divina. Il rilievo quasi plastico del volto, ottenuto mediante sfumature progressive, è frutto del tradizionale lavoro modellato con ocre via via schiarite, la cui morbidezza coesiva rimanda all’incarnato umano. Pervaso di quiete profonda ed alieno da ogni sorta di emotività, il Cristo nei tratti del volto è notevolmente allungato, con lineamenti delicati: naso sottile, occhi ravvicinati, labbra piccole, collo un po’ rigonfio, chioma folta e baffi spioventi. Un equilibrio di forme che sviluppa una leggera torsione verso chi guarda mentre annuncia il mistero della divinoumanità del Cristo: «E il Verbo si fece carne e venne ad abitare  in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv.1,14).

 

 

 

 

 

 

Cesare ha fatto, ai suoi tempi, più rumore di Gesù e Platone insegnava più scienze di Cristo. Ancor se ne ragiona, del primo e del secondo, ma chi s'accalora per Cesare o contro Cesare? E dove sono, oggi, i platonisti o gli antiplatonisti?

Cristo, invece, è sempre vivo in noi. C'è ancora chi l'ama e chi l'odia. C'è una passione per la passione di Cristo e una per la sua distruzione. E l'accanirsi di tanti contro di lui dice che non è ancora morto.

Giovanni Papini

 

 

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