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MOSTRA Είκόυες – Icone Tradizione bizantina e spiritualità
Icone degli allievi
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Per il credente l'icona è il raccogliersi dello sguardo di Dio. Si tratta di passare dal "guardare" al "lasciarsi guardare". Infatti l'arte iconografica si fonda su questo rovesciamento di prospettiva che fa sì che il suo punto di partenza sia in colui che contempla. Bruno Chenu |
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| Pier Matteo Tortorella |
La Pentecoste
Tavola 39x28
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Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti
insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo,
come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si
trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si
posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito
Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro
il potere d’esprimersi.
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei
osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la
folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la
propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano:
«Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo
ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e
abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e
dell’Asia, della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della
Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi
e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». Tutti
erano stupiti e perplessi, chiedendosi l’un l’altro: «Che significa
questo?». Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di
mosto». (At 2,1-13)