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Acheropita di Novgorod

Tempera su tavola, 49x49,5

 

Ciò che abbiamo veduto con i nostri occhi,

ciò che noi abbiamo contemplato

e ciò che le nostre mani hanno toccato,

ossia il Verbo della vita,

noi lo annunziamo anche a voi

1Gv 1,1-3

 

Acheropita di Novgorod

 

 

 

L’icona riproduce il Santo Volto della scuo­la di Novgorod (secolo XII) ed è venerata nella festa del “Trionfo dell’ortodossia”, come risulta dal Sinassario in versi che si legge nel Mattutino:

 

«Un’argilla creata dall’uomo

porta impressa

la tua effigie increata,

o mio Cristo,

Creatore dell’universo».

 

Questo modello iconografico com­memora la misteriosa bellezza del Volto di Cristo, icona delle icone, pietra angola­re e preziosa della divina bellezza: «Il Verbo indescrivibile del Padre si è fatto descrivibile incarnandosi di te, Madre di Dio. Avendo ristabilito nella sua dignità originale l’immagine insudiciata, l’unisce alla bellezza divina» (Kontakion della Domenica dell’Ortodossia).

È appunto il mistero della Redenzione che annuncia l’icona nella chiara brillantezza dei suoi colori – tra bianco, oro, giallo-oro, ocra – e nella sua struttura compositiva: una croce patente iscritta in un cerchio, a sua volta tracciato in un quadrato, al centro del quale c’è il Volto. Mirabile sintesi di creazione e redenzione: la divinità, simboleggiata dal nimbo crociato, entra nella storia, figurata dal quadrato, e s’abbassa fino al sacrificio della croce per redimere l’uomo.

 

 

 

 

 

 

Nel momento in cui tutti gli sguardi sono fissi su di lui e in cui egli stesso posa il proprio su miriadi innumerevoli, mantenendo i suoi occhi sempre fissi in una posizione immutabile, ognuno ha l’impressione di essere visto da lui, di godere della sua conversazione e di essere abbracciato da lui, di modo che nessuno possa lamentarsi di essere negletto.

san Simeone nuovo Teologo

 

 

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