Cercavo qualcosa di bello, di grande, di infinito...
Risonanze dall'Eremo
di Anna Costa
Eremo di Crochi
Conversazione telefonica con mio figlio
Francesco, che vive a Roma:
-Dove sei, mamma?
Sono in una casa di accoglienza
- Di extracomunitari?
No, di suore, in un luogo solitario
- Ma, allora, sei in un eremo…
Si! Ed è bellissimo!
C’ero già stata, a Crochi, per un ritiro spirituale con la comunità
parrocchiale di Bovalino, alla quale appartengo, ma vivere alcune
ore di meditazione e di preghiera insieme ad un gruppo di persone è ben
diverso dal condividere due giorni di solitudine con le suore
Arrivo alle 10.00 circa, di un sabato di febbraio,
con una amica, Francesca, che sta imparando a scrivere icone, anzi è già
abbastanza esperta, ma non è periodo in cui le suore accolgono i loro
amici iconografi nel grande laboratorio, per insegnare o perfezionare le
loro capacità in questo particolare tipo di scrittura, che nasce
soprattutto da una preghiera
profonda.
Ci riceve, sorridente e gentile, mamma Lory,
indaffarata in cucina, attenta a preparare un pranzo vegetariano per
l’amica che, per sua scelta,
non mangia né carne nè pesce. Ci dice che è stata richiesta la sua
presenza dalla figliola, suor Rossana, considerato che le altre due
suore, la più giovane sr. Sandra e la più anziana, sr. Carmelita, sono
in visita dai genitori
Dopo un buon caffè, caldo e fumante, suor Renata,
dolcissima, ci indica le nostre
camere, in cima alle scale, con la chiave appesa fuori alla porta e la
stufa accesa, a riscaldare questa umida e fredda mattinata d’inverno.
Essenziale l’arredamento: due letti – e penso a mio marito, che avrebbe
potuto condividere con me questa “avventura” – un tavolino per poter
scrivere, due sedie. Tutto qui, ma mi accorgerò che basta e avanza…
Non sono venuta per imparare a scrivere icone,
questo lo sanno anche le due suore…
E, allora, perché sono venuta?
Ho sempre amato la solitudine ed il silenzio.
Quando ero giovane e sempre molto occupata, con una grande famiglia da
accudire e tenti problemi da affrontare, solevo dire:
Vorrei essere “dentro”una
montagna, per non vedere e non sentire!
Allora ero cristiana battezzata, ma vivevo lontana
dalla Chiesa e, forse, anche lontana da Dio.
Cercavo
qualcosa di bello, di grande, di infinito…un po’ dovunque tranne che in
chiesa, ma l’Infinito Dio dell’Amore ha trovato Lui il modo per
raggiungere me, che lo fuggivo, senza conoscerlo.

Si “ritiravano”…
Ho
iniziato, così, il mio dialogo con Dio, una quindicina di anni fa.
A Crochi, in due giorni, ho rivisitato tutta la mia vita tutta la mia
storia, tra il fruscio delle querce ed il buio di una notte privata
d’alcuna stella, tra una
tarantella suonata da un organetto in lontananza ed il canto delle suore
“O Dio, vieni a salvarmi! Signore vieni presto in mio aiuto!”, tra salmi
e letture alle Lodi e ai
Vespri.
Suor Rossana si è presa cura di me, consegnandomi
una sua meditazione sulla generosità di Pietro, una generosità tutta
umana all’inizio, sbagliata, fondata solo sulle proprie forze; lo
sguardo di Gesù, al triplice canto del gallo converte questa generosità
di Pietro; ed è allora che egli piange.
Per tutta la giornata di sabato, inframmezzata da
una breve parentesi conviviale, per festeggiare con una torta il
compleanno di una delle ragazze che fanno catechesi all’eremo, ho
confrontato questa generosità di Pietro con la mia “generosità”, con le
mie antiche affermazioni e con le mie azioni di sempre.
Perdonami, Signore!
Ho pregato e appuntato le mie meditazioni,
rileggendo i brani del Vangelo richiamati nel testo di sr. Rossana,
muovendomi tra la piccola cappella, il giardino e il il laboratorio,
dove Francesca scriveva la sua ultima icona, guidata da sr. Renata e sr.
Rossana preparava le tavole di legno nudo, in attesa dei corsisti di
marzo.
La giornata finisce presto, al piccolo eremo: alle
20.00 ognuno si ritira in camera.
Con tanti nuovi, graditi pensieri che mi attraversavano la mente, mi
sono addormentata felice, rallegrata dalla voce della pioggia in un
profondo silenzio, anche i tuoni, qui, sembrano meno minacciosi.
Al mattino della domenica, dopo la Messa celebrata
nella piccola frazione di San Nicola, non priva di fascino e di
semplicità, ero pronta per conversare con
questa straordinaria amica di Gesù Cristo e amica nostra,
suor Rossana, appunto.
Nello studiolo attiguo al laboratorio le ho
raccontato del mio primo figlio nato-morto, Teodoro, “dono di dio” in
greco, e di questo figlio ora lontano e tanto amato, dei miei slanci e
delle mie cadute…Ci sono giunte le voci di gioia di Francesca che
salutava mio marito, invitato a condividere il pranzo con noi. Anche lui
è rimasto affascinato dal luogo, da questa comunità, da questa vita.
Anche noi abbiamo trovato un posto dove
“ritirarci”. Il nostro deserto.
Ci torneremo, insieme …
“Il regno di Dio è vicino”, ha detto il Signore.…
A Crochi è “più” vicino!