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L’Icona e il riflesso dorato del Sud
Diego Andreatta
redattore del settimanale diocesano Vita Trentina
corrispondente di Avvenire
Che messaggio eloquente – e che
sorpresa per noi trentini! -
quelle icone dipinte
nella Locride con i vividi colori delle terre di là e
presentate con accento calabrese dentro le austere stanze del
settecentesco palazzo sede del Consiglio della nostra Provincia
autonoma.
Era la primavera del 2008 e qui a
Trento si teneva la prima mostra fuori sede degli allievi de
A motivare quel giudizio lusinghiero,
l’inedita opportunità per i trentini di “essere iniziati” – come
suggeriva Corrado Alvaro a proposito delle memorie della sua
terra – non soltanto alla tecnica pittorica ma anche alla
bellezza spirituale della Calabria, così fortemente influenzata
dalla tradizione bizantina.
L’esperienza portata a Trento si
rivelò anche un
esempio solare di quella “motivazione forte che il Sud può
restituire al Nord, mentre il Nord riesce a dare al Sud
l’organizzazione”, come sottolineava all’inaugurazione
padre Giancarlo Maria Bregantini, ora arcivescovo
metropolita di Campobasso-Boiano, che da pastore trentino ha
visto concretizzarsi
in oltre dieci anni i frutti della reciprocità fra comunità
ecclesiali e civili. Uno di questi frutti sono proprio le
“Sorelle di Gesù” del Piccolo Eremo delle Querce: costituitesi
come comunità monastica diocesana, sono ora sentinelle di
fiducia per le famiglie isolate dell’entroterra di Crochi di
Caulonia.
Auguriamo ad ogni persona in ricerca
autentica di poter un giorno sostare nella cappella dell’Eremo
per contemplare le icone realizzate dalle Sorelle e
constatare come hanno acquisito in profondità la tradizione
iconografica, aggiornandola come linguaggio efficace per il
nostro tempo.
Quel “Favorite”, verbo dell’ospitalità
calabrese, all’eremo di Santa Maria di Crochi si è fatto carne.
Ma anche legno, nella falegnameria interna dedicata a San
Giuseppe artigiano. E carta, nella ricca biblioteca aperta alla
ricerca personale degli ospiti. E perfino musica, da ascoltare
nella liturgia arricchita dalle corde pizzicate sulla cetra
dalla suora più giovane, calabrese doc.
Nel visitare l’arioso salone del
laboratorio – oltre al mistico sottofondo del gregoriano e a
quei lampadari di terracotta – ci colpì anche una cassapanca di
legno. “Quella ci è stata regalata da una famiglia amica di
Trento”, chiosarono le suore. Era il segno familiare di
un’amicizia ormai solida come il legno dell’artigianato
trentino, simbolo domestico dell’incoraggiamento
all’intuizione promossa da Bregantini e sostenuta dal suo
successore, mons. Giuseppe Fiorini Morosini: “Il gemellaggio non
si ferma all’aiuto economico – ha detto recentemente il vescovo
di Locri-Gerace parlando ai cooperatori trentini – ma deve
crescere nell’arricchente scambio fra le persone. Si alimenta in
questo modo la speranza nel futuro”.
Con questo spirito allora i trentini
furono quasi condotti per mano dalla guida appassionata e
insieme appassionante delle suore iconografe. Invitati a
contemplare le oltre 60 icone “con occhio che ascolta”, colsero
alcuni dei molteplici significati racchiusi in ogni soggetto.
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CATALOGO DELLA MOSTRA "Tralucere l'Infinito - Vita e Teologia dell'Apostolo Paolo" Roma, Santuario del Divino Amore, 20-28 giugno 2009 Bovalino, 26 luglio - 2 agosto Eremo di Montestella (Pazzano), 6-20 agosto Caulonia, Chiesa S. Maria dei Minniti, 25-29 agosto
Un'esperienza d'arte e di fede di suor Renata Bozzetto e suor Rossana Leone
Dalla Calabria, una pastorale della bellezza Il messaggio del Vescovo di Locri-Gerace
L'Icona e la gente di Calabria di Gianni Carteri
L'Icona e il riflesso dorato del Sud di Diego Andreatta
di Alessandra Trinca
Paolo e i colori dell'Infinito di suor Maria Pia Giudici |
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In tanti, in quei quindici giorni di
esposizione, gustarono il dono
della profonda spiritualità calabrese, radicata nella
presenza dei monaci basiliani dal IX secolo in poi: “Abbiamo
apprezzato il lavoro artistico e la devozione dei nostri amici
del Sud – ebbe a dire mons. Luigi Bressan, arcivescovo di Trento
e presidente della Commissione Cei per l’evangelizzazione dei
popoli e la cooperazione fra le chiese – nelle icone esprimono
anche la loro dignità umana e cristiana e il profondo senso di
spiritualità e di purezza d’animo”.
Alla luce di quell’evento trentino –
non solo culturale ma anche ecclesiale - s’impone quindi la
convinzione personale che anche l’imminente mostra al santuario
del Divino Amore sarà una preziosa e ulteriore occasione – dopo
il Nord, il Centr’Italia – per veder brillare il riflesso dorato
della Chiesa del Sud.
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ICONE ESPOSTE San Paolo "In fide vivo Filii Dei"
VITA DI SAN PAOLO Paolo e i cristiani di Antiochia Il discorso di Paolo all'Aeròpago Il processo davanti al governatore Felice
TEOLOGIA PAOLINA Madre di Dio del Principe Igor Vocazione cristiana - "Il buon soldato di Cristo" Vocazione cristiana - "L'atleta" Vocazione cristiana - "Il contadino" Santi Gregorio, Basilio e Giovanni Damasceno
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