Copertina Catalogo della Mostra

 

 


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Είκόυες – Icone

Tradizione bizantina e spiritualità

 

MOSTRA d'Icone della "Glikophilousa"

Palazzo Trentini -Trento, 5 -15 marzo 2008

 

 

 

 

Presentazione della Mostra

Intervento di mons. Lauro Tisi

Vicario Generale dell'Arcidiocesi di Trento

 

 

Inaugurazione della Mostra - Intervento del Dott. Dario Pallaoro Presidente del Consiglio provinciale di TrentoPorto innanzi tutto il saluto dell’Arcivescovo a mons. GianCarlo e a tutti voi. Come sapete è impegnato nella visita pastorale…. E venendo alla mostra delle icone vorrei partire con una battuta: dimmi che immagini frequenti e ti dirò cosa fai. Le immagini che spesso frequentiamo sono quelle della violenza, quelle della paura, qualche volta hanno i colori della competizione, qualche volta hanno i colori della dispersione. E poi da queste immagini di paura, di aggressività derivano comportamenti che spesso ci lasciano trasecolati. Frequentare l’icona è invece frequentare immagini alternative, è frequentare un mondo diverso dove a farla da padrone è soprattutto quell’umanità del Cristo che manda in onda un nuovo concetto di forza, dove la forza la si ottiene servendo e non servendosi degli altri; è frequentare il mondo del mistero che ti dice che l’uomo è eccedenza, è molto più di quello che vedi, è frequentare un mondo in cui impari che i particolari della vita sono a volte molto più decisivi che quello che sembra essere sostanziale. Per cui un saluto, una carezza può avere nella vita di un uomo estremamente più forza di tutta la sua professionalità o di tutto ciò che riesce a produrre o a fare e ad avere. Frequentare l’icona è anche frequentare un mondo che insegna che la vita è cantiere di lavoro e non è porto già sicuro dove è tutto dato. Frequentare l’icona insegna a vivere. Imparare a vivere ricordandosi che la vita passa appunto attraverso i colori dell’essere capace di far posto agli altri. Frequentare l’icona è ancora assaporare che tu vai avanti nella vita se sai di essere nel cuore di qualcuno, e se non sei nel cuore di nessuno “sei nessuno”. E frequentare l’icona alla fine è frequentare quell’uomo nuovo che si è rivelato in Gesù Cristo, che mi rivela un Dio nuovo, un Dio che si qualifica non come colui che viene a occupare posti, ma viene a far posto, non come colui che viene a chiedere, ma viene a donare, non come colui che viene a rapinare, ma come colui che si lascia addirittura rapinare perché l’uomo non sospetti di Lui, perché l’uomo senta che Lui è porto, è casa e ha posto per tutti. E infine, parlando di queste icone, delle icone di questa mostra, hanno anche l’intensità e i colori del rapporto tra Trentino e Calabria, hanno i colori di tanta amicizia, sviluppata in questi anni grazie a mons. GianCarlo, fra il Trentino e la Calabria. Hanno anche i colori del sogno, dell’utopia che in questi anni del ministero di don Giancarlo in Calabria abbiamo potuto non solo respirare ma anche praticare. Abbiamo praticato l’utopia. E qualche anno fa probabilmente, di fronte alla prima provocazione di mons. GianCarlo sulla collaborazione tra Trentino e Calabria, molti probabilmente avranno scosso la testa: come è possibile? Abbiamo visto che il sogno può diventare possibile. È possibile collaborare tra nord e sud e questo ci arricchisce tutti. E allora concludo con un ultima battuta: da questa mostra che ha anche i colori della collaborazione e della condivisione portiamoci via l’idea che far posto agli altri, che vivere la dimensione dell’apertura e dell’accoglienza è ricchezza per tutti e che l’unico modo per diventare poveri è quello di chiudersi e di restare ripiegati su se stessi.

 

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