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Nell'introdurre questo prezioso catalogo di una mostra che, per la sua originalità e le sue finalità, si posiziona fra gli eventi di grande rilievo culturale ospitati a Palazzo Trentini negli ultimi anni, il mio pensiero corre prima di tutto ad una delle più autentiche eredità che l'Evo Medio ha lasciato a tutto l'Occidente, una eredità che trova albergo anche in altre culture ed in altre latitudini, ma che qui ha segnato una fase intera dell'Europa tutta: l'eremitaggio.

 

Nei silenzi trascendenti della meditazione si è plasmata buona parte del pensiero occidentale; il Cristianesimo, anche nelle sue diverse declinazioni, ne ha spesso tratto linfa vitale e così l'arte ed il suo rappresentarsi agli occhi degli uomini, per rispondere alle grandi domande di senso che attraversano tutta la nostra Storia. In un solco così profondamente tracciato nei secoli dall'aratro della Fede e della Conoscenza ha trovato alimento anche un'esperienza nuova e ricca di suggestioni, come quella del Piccolo Eremo delle Querce di Santa Maria di Crochi nelle aspre terre della montagna calabrese, dove dall'entusiasmo della Comunità delle Sorelle di Gesù ha preso corpo una affascinante Scuola di Iconografia che espone, in questa mostra, alcune delle sue più pregevoli opere.

 

Dentro l'icona si raccoglie un modo di raccontare; una letteratura dell'arte fatta di contemplazione e fissità; la grammatica di un popolo che si narra attraverso i profili della sua fede: il popolo di Calabria! In geografie dove la velocità tecnologica riduce sempre più le distanze chilometriche, rimangono invece quasi intatte quelle distanze culturali e solo l'opera di una parola, che si fa impegno quotidiano e concreto per il futuro, sa ridurle e contrarie. Su questo impervio terreno m'è sempre parsa illuminante l'esperienza di apertura e speranza promossa dalla Diocesi di Locri - Gerace e dal suo Pastore, l'Arcivescovo Mons. Giancarlo Bregantini che ha saputo tessere preziose trame di dialogo fra storie, culture e tradizioni certamente diverse fra loro e delle quali questa mostra è testimonianza autentica.

 

Il Consiglio della Provincia autonoma di Trento è quindi oltremodo lieto di poter ospitare un simile evento ed è grato di cuore a Mons. Bregantini, all'Arcivescovo di Trento, Mons. Luigi Bressan ed al Delegato vescovile per il Comitato diocesano Trentino Locride, don Rodolfo Pizzolli con i suoi Collaboratori, per aver onorato la sede delle speciali Istituzioni dell'autonomia trentina con una presenza che è anche insegnamento ed esempio di cultura autentica.

La Fede non è chiasso e non si realizza nel frastuono. Al contrario essa è intreccio di parole, di segni e di simboli dai quali scaturiscono armonie, luci e contrasti, come quelli di queste icone, che racchiudono in sé il significato stesso del Mistero.

 

dott. Dario Pallaoro

Presidente del Consiglio provinciale

 

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