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«È una civiltà che scompare, e su di essa non c’è da piangere…”. Corrado Alvaro aveva trentacinque anni e alle spalle una ricca e sofferta esperienza quando manifestò questo suo pensiero in Gente in Aspromonte, riandando nella memoria e negli affetti alla sua terra di Calabria, tra “gli assorti silenzi delle montagne” e “i santi coi loro volti popolani”. Lo scrittore era nato a San Luca, a ridosso dell’Aspromonte, poi, come molti, aveva lasciato la sua terra maturando una ricca esperienza a contatto coi circoli letterari più vivaci che l’Italia possedesse allora, ma era sempre rimasto legato alla Calabria e alla sua gente. La loro – scriveva – “è una vita alla quale occorre essere iniziati per capirla…e bisogna trarre, chi ci è nato, il maggior numero di memorie”.

 “Essere iniziati” e trarvi il maggior numero di “memorie”: ecco l’intuizione da cui è scaturita l’esperienza del Laboratorio di Spiritualità e Tecnica dell’Icona “La Glikophilousa”, da noi incoraggiato nella  consapevolezza, ormai consolidata, che il futuro della terra di Calabria parte dalla sua crescita culturale.

Quest’esperienza, perla preziosa della Diocesi di Locri-Gerace, è germogliata  in un piccolo eremo d’ispirazione basiliana, il Piccolo Eremo delle Querce in Santa Maria di Crochi, nascosto e custodito dal silenzio solitario dell’Aspromonte. Grazie all’impegno tenace della Comunità delle Sorelle di Gesù, la “Glikophilousa” è divenuta apprezzata Scuola d’Iconografia, con riferimenti e contatti già a livello nazionale, per promuovere l’interesse culturale e spirituale – quel “trarre memorie” – per la tradizione iconica della Calabria bizantina che in Occidente, e in Calabria soprattutto, è un fenomeno che scaturisce dall’”empatia affettiva” del popolo, “sempre presente negli avvenimenti riguardanti le icone”, come è stato ribadito da uno studio recente della Prof.ssa Maria Pia Di Dario Guida sul processo di ambientazione delle icone in Calabria.

Ora questa Scuola, con i suoi allievi, approda a Trento con la mostra Icone Arte e Spiritualità che risponde, attraverso la bellezza dei colori e delle forme, al nostro desiderio di far conoscere l’identità culturale di questo popolo che amiamo ed “essere iniziati per capire” e, dunque, tornare continuamente al progetto verginale di Dio sulla terra di Calabria - come ebbi a scrivere nella Lettera Pastorale per l’anno giubilare -, guardandola con occhi di stupore, nella sua intatta bellezza, consapevoli che valorizzare la propria cultura non è altro che rispondere al grande cuore della Trinità.

 

 

 

Un rinnovato grazie al Presidente del Consiglio Provinciale di Trento dott. Dario Pallaoro, al Presidente della Giunta Provinciale Lorenzo Dellai, al Delegato Vescovile per il Comitato Diocesano Trentino-Locride don Rodolfo Pizzolli che hanno promosso quest’inizitiva culturale centrando interesse e impegno su un’esperienza artistica maturata in terra di Calabria.

 

+ p. GianCarlo Maria Bregantini

Arcivescovo di Campobasso-Bojano

 

 

 

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