Είκόυες – Icone
Tradizione bizantina e spiritualità
MOSTRA d'Icone della "Glikophilousa"
Palazzo Trentini -Trento, 5 -15 marzo 2008
Echi della stampa
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Dall' Avvenire, Anno XLI n°68, 20 marzo 2008, p.17 |
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Ringraziamo l'amico giornalista Diego Andreatta, autore dell'articolo |
Trento
contempla le icone della Locride
DA TRENTO
DIEGO ANDREATTA
Un sogno, ma anche un segno. Alle migliaia di persone che per quindici
giorni a Trento sono venute a contemplare le loro 68 opere esposte nella
cornice prestigiosa di Palazzo Trentini, le suore iconografe della
Locride hanno reso visibile quanto può produrre un gemellaggio
ecclesiale da un capo all’altro dell’Italia: attraverso le icone
bizantine dipinte dalle loro mani di donne del Sud, i cristiani del
Nordest hanno potuto gustare il dono della profonda spiritualità
calabrese, radicata nella presenza dei monaci basiliani dal IX secolo
in poi.
Guidati ad osservarle «con l’occhio che ascolta », i trentini hanno
scoperto nella vivissima bellezza delle icone, anche l’identità
culturale della Chiesa calabrese, l’influenza esercitata dalla
tradizione bizantina, la naturale capacità di ascolto e di accoglienza.
È quella «motivazione forte che il Sud può restituire al Nord, mentre il
Nord riesce a dare al Sud l’organizzazione », ha ripetuto
all’inaugurazione padre Giancarlo Maria Bregantini, ora arcivescovo di
Campobasso-Boiano, che vede così concretizzarsi i frutti della
reciprocità seminati nella Locride.
È partito dall’impulso del vescovo trentino il graduale percorso delle
quattro religiose che si sono costituite come comunità monastica
diocesana (a servizio cioè della Chiesa di Locri-Gerace) per poi
riportare nel cuore montuoso dell’Aspromonte, a Crochi di Caulonia, lo
stile della presenza attiva e contemplativa dei monaci (Nicodemo,
Giovanni Theriste, Ieiunio, Leo d’Africo) che avevano costellato queste
terre di eremi, cancellati poi dalla polvere dei secoli.
Presso un antico luogo di culto, grazie al contributo economico del
Comitato Trentino-Locride, hanno ricavato il Piccolo Eremo delle Querce,
piantato come una sentinella di fiducia fra le famiglie sparse nelle
contrade abbandonate dell’entroterra.
L’eremo propone agli ospiti un funzionale laboratorio di tecnica
iconografica e spiritualità, denominato «
In sottofondo, nella cappella dell’eremo con le icone della Trinità, si
odono le corde della cetra pizzicate da suor Sandra (la quarta suora,
Carmelita, insegna il ricamo anche alle donne della zona) in una gioiosa
offerta d’amicizia e di spiritualità che suscita interesse nella gente
dalla Locride. Una meta anche per famiglie, singoli e gruppi del Centro
e del Nord che può essere visitata anche nel sobrio sito realizzato al
computer dalle suore stesse: piccoloeremodellequerce.it.
Dove l’invito è aperto a quanti «si sentono afferrati dalla bellezza di
Dio attraverso il linguaggio dell’icona e si sentono disposti a offrire
cuore energie e tempo alla terra di Calabria e alla sua gente».